ORTORESSIA: QUANDO IL MANGIAR SANO DIVENTA OSSESSIONE


ORTORESSIA: QUANDO IL MANGIAR SANO DIVENTA OSSESSIONE

Si tratta di un disturbo alimentare emergente, con cui si riconoscono le persone ossessionate dalla necessità di mangiare sano. Erzegovesi:

«L’educazione alimentare viene al primo posto, ma occorre saper riconoscere l’eccesso, che necessita di essere trattato col supporto di uno specialista»

Passano ore a pensare a cosa cucinare, ma non perché abbiano ospiti a cena: tutt’altro. Gli ortoressici sono coloro i quali risultano ossessionati dalla necessità di dover mangiare alimenti salutari.

Così trascorrono buona parte della giornata a pensare a cosa debbono comprare tra gli scaffali del supermercato e a come possano cucinare gli stessi prodotti.

Una buona abitudine da condividere? Macché. Chi è ortoressico tende infatti a escludere la possibilità di rendere un pranzo o una cena un momento conviviale. Meglio mangiare da soli, per dare libero sfogo alle proprie ossessioni.

L’ortoressia è un disturbo alimentare del terzo millennio, che all’attenzione al cibo abbina la ricerca spasmodica dell’attività fisica.

I numeri sono in aumento, se in occasione dell’ultimo congresso dell’American Psychiatric Association si è deciso di accendere i riflettori sulla condizione, che non è attualmente riconosciuta nel DSM-­5 (il manuale che caratterizza tutti i disturbi afferenti alla sfera psichiatrica).

Come affermato da Steven Crawford, direttore del centro per i disturbi alientari dello Sheppard Pratt Health System di Baltimora, «c’è maggiore interesse per questa diagnosi man mano che aumentano le segnalazioni di casi», legata anche al crescente spazio mediatico conquistato da temi e programmi riguardanti la cucina e l’alimentazione.

Così, se fino a un decennio fa andavano di moda pillole, barrette e beveroni, le abitudini dei consumatori sono cambiate. Oggi si tende a cucinare di più, in nome dello stesso dogma: l’attenzione alla salute, che viaggia a braccetto con la cura della dieta.

Secondo Stefano Erzegovesi, responsabile del centro per i disturbi alimentari dell’ospedale San Raffaele di Milano e blogger della Fondazione Umberto Veronesi, «non tutti i fissati per il cibo sano sono però ortoressici.

L’educazione alimentare è fondamentale, vista l’epidemia strisciante di obesità e malattie cronico-degenerative in Italia.

Ma esiste una minoranza di persone, a serio rischio di deperimento, che va indirizzata con decisione a un centro di cura specializzato in disturbi alimentari».

Fabio Di Todaro
Fondazione Umberto Veronesi


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