QUELLO CHE GLI UOMINI NON COMPRENDONO SUL CICLO MESTRUALE FEMMINILE


QUELLO CHE GLI UOMINI NON COMPRENDONO SUL CICLO MESTRUALE FEMMINILE

ciclo mestruale

Di recente le mestruazioni femminili si sono ritrovate al centro di numerosi articoli sostenuti e promossi anche da parte di alcune donne dello spettacolo. L’arrivo delle mestruazioni mensili rappresenta per moltissime donne una ricorrenza traumatica associata a forti stati di dolori, irritabilità, sbalzi d’umore e incomprensioni da parte del proprio partner che tende a minimizzare gli eventi come un corredo di sintomi “esagerato”.

Recenti studi in materia avrebbero invece confermato la natura traumatica dei sintomi accusati da parte di alcune donne durante il ciclo mestruale, dalle perdite eccessivamente abbondanti ai dolori che coinvolgono il basso ventre, la schiena, fino al mal di testa persistente. Sono moltissime le donne che ogni mese ricorrono infatti all’aiuto degli antidolorifici specifici immessi sul commercio per contrastare gli effetti di un ciclo mestruale doloroso.

La Clinica Asisa Care di Milano ha cercato di spiegare a livello medico le cause dei dolori associati alle mestruazioni femminili: “Una lieve sintomatologia di dolori a livello pelvico è considerata normale durante i primi giorni del ciclo.

Spesso si attenua nell’arco di 24 ore e si deve ad alterazioni infiammatorie fisiologiche a livello uterino, decorrenti dalle variazioni di estrogeno e progesterone. Se però questa sintomatologia persiste per più giorni, interessando altre parti del corpo e intensificandosi fino a richiedere la necessità di antidolorifici, si può essere in presenza di altre problematiche, come ad esempio endometriosi, fibromatosi uterina, varici pelviche, aderenze a livello pelvico, cisti ovariche.

In questi casi, è caldeggiata la visita da uno specialista. Alcune donne, poi, accusano durante i primi giorni di mestruazioni dolore a livello renale, lombare e agli arti inferiori o cefalea”.

Una ricerca condotta dall’Università di Zurigo in Svizzera ha invece evidenziato come la produttività non sia in realtà compromessa in correlazione alla comparsa del ciclo femminile.

“Alcuni ormoni sono risultati associati a modifiche della prestazione in un ciclo, ma l’effetto non si è ripetuto nel successivo. Nessuno ha una ripercussione consistente o replicabile sulla cognitività” ha spiegato Brigitte Leeners dell’università di Zurigo.
FONTE : https://www.esauriente.it