TORCICOLLO: ECCO COME POSSIAMO AFFRONTARLO E SOPRATTUTTO PREVENIRLO


TORCICOLLO: ECCO COME POSSIAMO AFFRONTARLO E SOPRATTUTTO PREVENIRLO

Dietro a un torcicollo c’è spesso una ventata d’aria presa in auto, al supermercato o in camera mentre si dorme. I consigli su come evitarlo. O porvi rimedio, tra piante e movimenti mirati.

A essere colpiti dal torcicollo sono i due principali muscoli del collo:

lo sterno-cleido-mastoideo, che lega, come dice il nome, tre strutture ossee fra loro: lo sterno, la clavicola e la mastoide (subito sotto l’orecchio);
il trapezio, che unisce la nuca alle ossa della schiena.
La contrattura può essere più spesso causata da un raffreddamento del muscolo e delle fasce che lo rivestono: il classico «colpo d’aria» (anche, in estate, con l’aria condizionata). I muscoli si irrigidiscono e bloccano la testa sul collo, causando pure ansia e agitazione perché chi ne è colpito si dispera: praticamente non può muoversi!
A volte può essere in gioco un’infiammazione di una struttura del collo (muscolo, fascia muscolare, tessuto connettivo sottostante…). Mentre, più raramente, può esserci una vera patologia, come un’ernia di un disco cervicale oppure un sovraccarico di un’articolazione delle vertebre del collo dovute a una posizione forzata o comunque prolungata (per esempio, i lavoratori al computer).

Strategie di prevenzione

Non fissarsi mai in posizioni obbligate per lungo tempo, per esempio muovendosi un po’ ogni 20-30 minuti.
Posizionate lo schermo del computer in modo obliquo in modo che lo sguardo possa essere rivolto un po’ verso il basso.
Fate in modo che le braccia possano essere appoggiate regolarmente sul piano di lavoro (scrivania o quant’altro).
Se viaggiate spesso in macchina, evitate l’aria condizionata e il finestrino aperto con l’aria che vi soffia direttamente sul collo in modo violento; magari mettete un foulard o una sciarpa (secondo la stagione) intorno al collo, se proprio non potete farne a meno.
Quando vi lavate i capelli, asciugateli accuratamente fino in fondo, soprattutto se li portate lunghi.
Se dormite supini, cercate di porre un cuscino nell’incavo della nuca o, se dormite su un fianco, fra testa e spalla.

Come affrontarlo
All’inizio:

Il collo va mantenuto a riposo (astensione dal lavoro o dalla scuola almeno il primo giorno, ma poi è bene muoversi un po’ alla volta). Si applica sulla parte contratta qualcosa di caldo, ma a temperatura costante: l’ideale è il termoforo elettrico (bastano dieci minuti, due o tre volte al giorno: non addormentarsi sopra!); da sconsigliare è dunque la borsa per l’acqua calda, la cui temperatura è decrescente e piano piano rischia di peggiorare il problema. Il calore svolge un’azione decontratturante sui due muscoli principalmente interessati.

Nonostante anche le più quotate strutture di pronto soccorso lo inseriscano spesso come consiglio pratico da seguire a casa, il ghiaccio non è assolutamente indicato per un classico torcicollo infiammatorio da raffreddamento. Il ghiaccio è utile invece per tutte le forme traumatiche che colpiscono i muscoli.

In un secondo momento (dal secondo giorno in poi):

È bene muovere la testa anche se fa male; il movimento deve essere lento ma graduale e delicato. Stare fermi contiene il dolore, certo, ma porta progressivamente a quella che si chiama «contrattura antalgica» (ossia da posizione bloccata per impedire il dolore), una sorta di peggioramento della situazione. Si effettueranno piccoli movimenti da destra verso sinistra e viceversa, non curandosi troppo di certi scricchiolii che si possono sentire.

Si possono prendere farmaci anche se con cautela: il forte dolore può indurre anche a prenderne molti in tempi brevi con grave rischio soprattutto per lo stomaco. Meglio ricorrere a rimedi naturali.

Risulta valido tenere sempre il collo al caldo, soprattutto con sciarpe o colli alti di lana: il tessuto sintetico non è altrettanto efficace. Il calore sarà mantenuto anche a letto (è bene evitare di togliersi la sciarpa per il caldo durante la notte, si rischierebbe di aggravare il problema).

Cinque esercizi per recuperare il collo

Rotazione: fate ruotare la testa da destra verso sinistra e poi da sinistra verso destra in modo tranquillo e lento.
Flessione: piegate la testa in avanti cercando di avvicinare l’orecchio destro alla spalla destra, poi ripetete l’esercizio con la parte sinistra.
Estensione: cercate di portare la punta del mento verso lo sterno, restate così per alcuni secondi poi tornate alla posizione di partenza (l’estensione riguarda ovviamente i muscoli del collo).
Traslazione: provate a spostare il mento in avanti e indietro senza spostare la testa.
Allungamento: appoggiate la schiena e la testa contro una parete e provate ad allungare la testa verso l’alto, premendo con la nuca contro la parete.
Due forme rare più gravi

Torcicollo miogeno: è dovuto a una malformazione congenita del muscolo sterno-cleido-mastoideo che si verifica durante la vita intrauterina: il muscolo in questione si trasforma in un cordone duro che tende a ritrarsi. Per risolvere il problema occorre l’intervento chirurgico.
Torcicollo osteogeno: altra malformazione che interessa però le vertebre cervicali.
FONTE: VITAESALUTE.NET


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